Caro Patato

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Caro Patato,
ormai stai facendo i bagagli, me ne accorgo perchè frughi senza sosta sul fondo dell’utero. Assicurati di non lasciare nulla, ché qui fuori ti servirà tutto, prima o poi.

Sei pronto.

Io non tantissimo, ma non sono mai stata pronta, solo sospinta da un’incosciente razionalità che, generalmente, mi fa prendere decisioni coerenti con quello che penso di essere. E penso di essere una mamma? Sì, penso di essere una mamma.

E’ che sono un po’ in ansia, perché tu ti imbratterai di qualunque cosa, ti impiastriccerai di cioccolato, di omogeneizzato al pollo, di bauscia, di lacrime… ti sbrodolerai addosso di continuo e io sono ancora qui che non riesco a mangiare una chiacchiera senza spolverarmi di zucchero a velo il maglione nero. So già che mi incastrerò nel il passeggino, che mi addormenterò sul divano con te in braccio finché non mi sveglierai con un urlo scocciato, che ogni volta che piangerai ti chiederò inutilmente “Che cos’haaaaai?” pregando, altrettanto inutilmente, che tu mi risponda.

Saremo due imbranati, ma tu sarai così tenero e divertente che tutti ti perdoneranno. Io rimarrò la solita disagiata di sempre. Il papà ti adorerà anche quando gli prenderai a sprangate l’XBox, perchè in fondo starai scoprendo il mondo, chi siamo noi per impedirtelo? Certo, poi mi urlerà contro se mi dimenticherò, come al solito, di spegnere l’amplificatore, ma è un prezzo che pago volentieri.

Chissà che faccino hai. “Il suo” mi risponde il babbo ogni volta che lo dico. So che non dovrei immaginarti in nessun modo, ma è impossibile chiedersi le cose più stupide. Avrai gli occhi intensi e profondi di papà? Oppure quelli brillanti e curiosi della mamma? Prenderai le espressioni sagge dei nonni, o il sorriso giovane degli zii?

Di una cosa sono certa: sarai senz’altro diverso da come chiunque può averti immaginato. E avrai un carattere che nessuno può prevedere ora e, probabilmente, nemmeno in futuro. Per questo voglio che tu sappia che ti rispetto come essere umano e non cercherò a tutti i costi di iscriverti al corso di violoncello.

L’unica cosa che ti sciropperai per forza sarà la saga di Star Wars, a quella non hai scampo.  Ma è un’eccezione.

Lo dico più a me stessa che a te, perchè tu sarai un Patato per un sacco di tempo. Forse un giorno avrai da ridire su come ho cercato di essere una buona madre (soprattutto quando avrai sedici anni), ma qualche tempo dopo capirai – come ho capito io – che siamo tutti esseri umani e facciamo del nostro meglio.

Ecco, Patato, ti prometto di fare del mio meglio.
Ora finisci i bagagli ed esci in fretta, che siamo impazienti di conoscerti.

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Comments

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